Anche sotto cieli notturni disturbati dall’inquinamento luminoso delle città, non è difficile scorgere, nei pressi della costellazione del Toro, un “gruppo” di stelle, notato fin da tempi antichissimi: l’ammasso stellare aperto delle “Pleiadi”. Risalente a circa 100 milioni di anni fa, quindi di giovanissima età in termini astronomici, l’ammasso delle Pleiadi, consta in realtà di diverse centinaia di stelle, ma a occhio nudo, a seconda dei luoghi di osservazione oltre che della propria acutezza visiva, si possono scorgere sei/sette stelle o, secondo alcuni, anche di più. Per gli antichi greci, le Pleiadi, figlie del titano Atlante e della ninfa Pleione, furono poste in cielo da Zeis per sfuggire alle “avanches” del cacciatore Orione (anche lui rappresentato nella omonima costellazione). A occhio nudo, una delle sette sorelle risulterebbe meno appariscente; per la mitologia greca si tratterebbe di Merope, moglie di Sisifo, l’astuto ma ingannevole re di Corinto, colpevole di aver osato ingannare anche gli dei e per tale motivo condannato a spingere nell’Ade un enorme sasso sino alla cima di un monte, per vederlo rotolare nuovamente giù e ricominciare da capo, per l’eternità. Merope, vergognandosi per la pena del marito, si nasconderebbe e sarebbe pertanto meno luminosa… Di seguito una recente ripresa delle Pleiadi; la polvere interstellare che circonda le calde giovani stelle, ne riflette il colore, creando delle meravigliose nebulose azzurre.

Ripresa del 20/09/2026 con telescopio Seestar S30Pro

