La galassia di Andromeda

Nei pressi della costellazione di Andromeda (per le mitologia greca, la figlia del re Cefeo e della regina Cassiopea, offerta in sacrificio alla mostruosa Balena per placare le ire del dio Poseidone, ma poi salvata dall’eroe Perseo) si può scorgere, sotto cieli lontani dall’inquinamento luminoso delle città, una “macchia” chiara, abbastanza estesa, già notata in tempi antichissimi. Annotata nel celebre catalogo dell’astronomo francese Charles Messier, come M31, fu ritenuta una “nebulosa” (un agglomerato di polveri e gas interstellari) facente parte della nostra galassia, la Via Lattea, sino a quando, nel 1925, l’astronomo statunitense Edwin Hubble accertò che M31 era in realtà una galassia al di fuori della nostra Via Lattea, ampliando così a dismisura quelli che pensavamo fossero i confini del nostro Universo. Ed infatti la galassia di Andromeda, a ben due milioni e mezzo di anni-luce da noi, è tra le grandi galassie più vicine alla nostra (!) in un Universo composto, secondo le attuali stime, da duemila miliardi di galassie, ciascuna con circa cento miliardi di stelle… Di seguito una foto della galassia di Andromeda, ripresa qualche giorno fa; in realtà la luce della galassia che ha impresso il sensore del telescopio è “partita” due milioni e mezzo di anni fa, per cui oggi noi vediamo la galassia così come era quando sulla Terra non vi era ancora l’Homo Sapiens… Quando osserviamo il cielo stellato, guardiamo in realtà al nostro lontanissimo passato.

M31, la galassia di Andromeda.
Ripresa del 13/09/2026 con telescopio Seestar S30Pro.

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