La distanza delle stelle che osserviamo in cielo viene misurata in anni-luce; quest’ultima è la distanza che la luce (che viaggia a circa 300.000 km/s) percorre in un anno di tempo, ossia circa 9500 miliardi di km. La stella a noi più vicina é proxima centauri (visibile dall’emisfero australe) distante solo 4 anni-luce circa, ma vi sono stelle ben più distanti, a decine, centinaia o anche migliaia di anni-luce. La notevole distanza impedisce, con la tecnologia attualmente disponibile, di poter osservare dettagli sulla superficie degli astri, ma vi è un’importante eccezione: il nostro Sole. Con una distanza di circa 150 milioni di km dalla Terra, con idonei filtri solari, possiamo osservare importanti dettagli delle superficie del Sole, come le c.d. macchie solari, zone che appaiono più scure perché la temperatura é minore rispetto al resto della superficie (3500-4500 gradi circa anziché 5500 gradi) a causa di intensi campo magnetici che influenzano il moto del plasma caldo all’interno del Sole. Ogni giorno le macchie cambiano aspetto e posizione ed osservandole é sorprendente constatare che la grandezza di una sola macchia solare di medie dimensioni può corrispondere alle dimensioni del nostro pianeta. Ma il Sole è a sua volta minuscolo rispetto alle dimesioni di altre stelle, fra cui Aldebaran, nella costellazione del Toro, e Antares, stella gigante nella costellazione dello Scorpione. La Terra è un “pallido puntino blu” nello spazio immenso, come disse il mitico astronomo e divulgatore Carl Sagan; un piccolo pianeta con esseri viventi che sembra non abbiano consapevolezza della fragilità della loro casa e quindi della loro stessa esistenza.

Grafica di confronto con la Terra generata tramite IA.

