In queste serate primaverili di Aprile, poco dopo il tramonto, é possibile osservare a ovest un astro particolarmente luminoso; non è una stella, ma il pianeta Venere. Essendo un pianeta interno, ossia con l’orbita compresa fra il Sole e l’orbita della Terra, non lo vedremo mai “allontanarsi” troppo dal Sole, per cui è possibile osservarlo in cielo o al mattino, poco prima del sorgere del Sole, e in tale caso veniva chiamato dagli antichi anche “stella luciferina” (ossia “portatrice di luce”, dal latino lux = luce e ferre = portare), oppure poco dopo il tramonto, in tal caso chiamato “stella vespertina” (stella della sera, dal latino vesper = sera).
Il 23 Aprile, Venere sarà particolarmente (e solo prospetticamente) “vicina” (in congiunzione) con un altro pianeta ben più distante e meno luminoso, il gigante di ghiaccio Urano, distante quasi tre miliardi di km da noi. Con l’ausilio di un binocolo o di un telescopio, è da non perdere questa interessante congiunzione tra due astri uniti anche nella mitologia. Per gli antichi greci infatti Urano, che rappresentava il cielo stellato, era stato evirato dal figlio Crono; dai suoi resti caduti in mare nasceva appunto la bellissima Afrodite (Venere per i Romani). E anche l’arte ha tratto bellissimi spunti da questi affascinanti racconti.



Foto di repertorio ripresa con telescopio Celestron Nexstar 5se.


